Sternotherus carinatus

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Tartaruga del muschio carenata
RazorBackMuskTurtle.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Classe Reptilia
Sottoclasse Anapsida
Ordine Testudines
Famiglia Kinosternidae
Genere Sternotherus
Specie S. carinatus
Nomenclatura binomiale
Sternotherus carinatus
Gray, 1855
Sinonimi

Aromochelys carinata
Goniochelys triquetra
Cinosternum carinatum
Aromochelys carinatus
Sternotherus carinatus carinatus
Kinosternon carinatum

Areale

Sternotherus Carinatus Map.svg

La tartaruga del muschio carenata (Sternotherus carinatus Gray, 1855), è una tartaruga del centro-sud degli Stati Uniti[2], membro della famiglia Kinosternidae.

Di piccole dimensioni[3], è spesso venduta come animale da compagnia.[2]

Attualmente è classificata come specie a basso rischio dalla IUCN Red List.[1]

Etimologia

Sternotherus dal greco στέρνον (sternon, petto) e Θηρίον (thairos, cerniera), in riferimento al piastrone unito al carapace; e carinatus (a forma di carena), dal latino, per la somiglianza fra il carapace di questa specie e la carena delle navi.[4][5]

L'appellativo "tartaruga del muschio", dato alle specie del genere Sternotherus, fa riferimento alla capacità di secernere una sostanza muschiata da due paia di ghiandole.[4][5]

Storia

Nel 1855, John Edward Gray, che ne aveva trovato alcuni esemplari nella collezione di tartarughe del Museo di storia naturale a Londra, la descrisse così[6]:

(EN)

«Head very large, black-dotted, without any lateral streaks; back, oblong, very high, the vertebral line high and acutely keeled the whole length, shields grey-brown, spotted and lined with purple-brown; the gular plate very small, linear, transverse marginal, the humeral plate square, transverse, parallel to the pectoral plates.»

(IT)

«Testa molto grande, punteggiata di nero, senza striature laterali; dorso, oblungo, molto alta, la linea vertebrale alta e intensamente carenata per l'intera lunghezza, scuti grigio-marroni, maculati e delineati da color porpora-marrone; lo scuto gulare molto piccolo, lineare, traverso marginale, la placca omerale quadrata, trasversale, parallela alle placche pettorali.»

Descrizione

Dimensioni

Di piccole dimensioni, il carapace raggiunge solitamente una lunghezza compresa tra i 13 e i 16 cm (il primato è di 21 cm).[3]

Carapace e piastrone

Il carapace è rigido e coperto da scuti cornei. Di forma ovale, marroncino e costellato da macchie scure, ha una linea mediale leggermente dentellata ai lati del quale si sviluppa molto ripidamente. Anche le estremità laterali hanno un bordo dentellato. Tutte queste caratteristiche tendono ad attenuarsi con l'età. Il piastrone è giallo e non presenta scuti gulari.[4]

Alcuni esemplari possono presentare una crescita algale sopra il carapace.[7]

Carapace di un esemplare adulto.

Testa, collo e arti

La testa e il collo sono marrone chiaro e ricoperti da numerosi punti neri.

Gli occhi presentano membrane nittitanti,[8] il muso è prominente, le narici sporgenti, il collo largo ed è presente una coppia di barbigli. I piedi sono palmati.[4]

Dimorfismo sessuale

I maschi presentano una coda più larga e pronunciata generalmente estesa al di fuori dei margini del carapace, scuti anali poco sviluppati. Le femmine hanno una coda piccola e scuti anali piuttosto pronunciati.[4]

Genetica

Ibrido di Sternotherus carinatus e Sternotherus odoratus.

Il cariotipo consiste in 56 cromosomi (divisi in 26 macrocromosomi e 30 microcromosomi).[9]

Biologia

Quasi del tutto acquatica ma poco abile al nuoto, generalmente si avventura sulla terra solo per la deposizione delle uova. Cammina sul fondo dei corsi d'acqua e trova rifugio sotto rocce o radici.[2]

In natura il periodo di attività va da marzo a novembre con picchi giornalieri nelle fasce orarie 5:00-11:00 e 15:00-22:00 con una temperatura compresa fra 14-34°C. Il letargo viene trascorso in cavità sotterranee lungo le rive.[2]

Se minacciata emette una sostanza di cattivo odore prodotta da due paia di ghiandole esocrine poste sotto il carapace e cerca di proteggersi mostrando un lato del carapace.

Esemplare di circa un anno.

Recenti studi effettuati da un gruppo di zoologi dell'Università di Vienna su Sternotherus odoratus, specie affine, hanno dimostrato che la lingua di questa tartaruga è ricoperta da cellule specializzate in grado di ricavare ossigeno dall'acqua [10] e che l'ingerimento di cibo è attuato attraverso la creazione di forze aspiranti.[11]

Il ritmo di crescita delle giovani tartarughe tende a rallentare con l'età.[2] La speranza di vita si aggira intorno ai 30 anni.[12]

Alimentazione

Quasi esclusivamente carnivora, la dieta di questa tartaruga si basa principalmente su invertebrati acquatici e comprende insetti, molluschi (come le chiocciole) e gamberi. La ricerca di cibo avviene principalmente sul fondale dove vengono smosse con la testa sabbia e vegetazione.[2]

Riproduzione

Entrambi i sessi raggiungo la maturità sessuale tra il 4º e l'8º anno di vita (8-12 cm).

La femmina depone solitamente fino a 7 uova (lunghe 2/3 cm e larghe 1/2) due o tre volte nel periodo estivo. La schiusa avviene dopo 100-120 giorni circa ad una temperatura tra 25° e 30°C. A temperature intermedie (27°C) è più facile la nascita di maschi, al contrario ai limiti (25/30°C) è maggiore la quantità di femmine. I neonati hanno una scarsa resistenza al freddo e questo ha probabilmente portato la specie ad uno migrazione nelle zone più a sud.[2]

Lago Caddo (Texas), habitat tipico di questa tartaruga.

Predatori

In natura è spesso preda di insetti (Dytiscidae), mammiferi (Mephitis e Procyon), pesci (Micropterus salmoides), uccelli (Corvus, Haliaeetus leucocephalus e Buteo), anfibi (Lithobates catesbeianus) e altri rettili (Macrochelys temminckii, Lampropeltis getula, Agkistrodon piscivorus e Alligator mississippiensis).[13]

Distribuzione e habitat

Tartaruga nativa dell'ecoregione Piney Woods,[14] nel centro-sud degli Stati Uniti, è presente nel Texas centrale, nel sud-est dell'Oklahoma, nel sud dell'Arkansas, nella maggior parte della Louisiana e del Mississippi e nell'Alabama sud occidentale. Abita grandi corsi d'acqua ricchi di vegetazione acquatica e con fondali di sabbia, ghiaia e ciottoli ma è possibile trovarla anche in laghi e paludi. Vive in prossimità di alberi che sfrutta per crogiolarsi al sole.[2]

Conservazione

La IUCN Red List classifica S. carinatus come specie a basso rischio (Least Concern).[1]

Alcune popolazioni, in particolare quelle del fiume Pascagoula, sono minacciate dall'inquinamento, dalla rimozione legno morto per la navigazione e dall'arginamento. Gli animali di questa specie, se catturati durante battute di pesca, possono essere uccisi. Alcuni esemplari sono anche commercializzati come animali da compagnia. Tuttavia nessuna di queste minacce è considerata sufficientemente grave da minacciare la sopravvivenza della specie nel prossimo futuro.[2]

Note

  1. ^ a b c (EN) Tortoise & Freshwater Turtle Specialist Group 1996, Sternotherus carinatus, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2019.2, IUCN, 2019.
  2. ^ a b c d e f g h i (EN) Peter V. Lindeman, Razorback Musk Turtle, Razor-Backed Musk Turtle (PDF), iucn-tftsg.org, 21 giugno 2008, 6. URL consultato il 23 luglio 2011.
  3. ^ a b Daniele Guarnotta, Sternotherus Carinatus (PDF), tartarughe.info, 4. URL consultato il 23 luglio 2011.
  4. ^ a b c d e (ES) Tortuga: Sternotherus carinatus GRAY, 1855, testudines.org. URL consultato il 27 dicembre 2011.
  5. ^ a b Common musk turtle, Sternotherus odoratus, aquatic.uoguelph.ca. URL consultato il 26 dicembre 2012.
  6. ^ (EN) Taylor & Francis, The Annals and magazine of natural history, 1861.
  7. ^ R.D. Bartlett & Patricia Bartlett, Terrarium and Cage Construction and Care, Barron's, 1999, p.157.
  8. ^ Tartarughe Classificazione, anatomia e fisiologia, aaeweb.net. URL consultato l'8 marzo 2012.
  9. ^ (EN) Ernst & Lovich, Turtles of the United States and Canada, 2009.
  10. ^ (EN) Matt Walker, Turtle 'super tongue' lets reptile survive underwater, news.bbc.co.uk, 20 maggio 2010. URL consultato il 23 luglio 2011.
  11. ^ (EN) Nikolay Natchev, Egon Heiss, Katharina Singer, Stefan Kummer, Dietmar Salaberger & Josef Weisgram, Structure and function of the feeding apparatus in the common musk turtle Sternotherus odoratus (Chelonia, Kinosternidae), dpc.uba.uva.nl. URL consultato il 28 giugno 2012.
  12. ^ (EN) AnAge entry for Sternotherus carinatus, genomics.senescence.info. URL consultato il 26 settembre 2011.
  13. ^ (EN) Razor back musk turtle (Sternotherus carinatus), texasturtles.org. URL consultato il 30 dicembre 2011.
  14. ^ (EN) Kurt A. Buhlmann, Thomas S.B. Akre, John B. Iverson, Deno Krapatakis, Russel A. Mittermeier, Arthur Georges, Anders G.J. Rhodin, Peter Paul Van Dijk & J. Whitefield Gibbons, A Global Analysis of Tortoise and Freshwater Turtle Distributions with Identification of Priority Conservation Areas (PDF), chelonian.org, 26 settembre 2009. URL consultato il 26 settembre 2011.

Bibliografia

Altri progetti

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