Jaco Van Dormael

Jaco Van Dormael nel 2011

Jaco Van Dormael (Ixelles, 9 febbraio 1957) è un regista, sceneggiatore, drammaturgo, produttore cinematografico e direttore della fotografia belga. Durante la sua carriera, Van Dormael ha sviluppato un nuovo stile narrativo e visivo che ha reso i suoi film riconoscibili al pubblico di tutto il mondo per la loro forte componente sperimentalista, le loro sequenze brillanti e oniriche, il sonoro estremamente suggestivo. I suoi film sono spesso noti per la rappresentazione rispettosa e solidale di persone con disabilità mentali e fisiche.

Van Dormael trascorse la sua infanzia viaggiando in Europa prima di studiare cinema all'INSAS di Bruxelles, ove scrisse e diresse il suo primo cortometraggio, Maedeli la brèche (1981), vincitore del premio onorario per il miglior cortometraggio straniero agli Student Academy Awards. Il suo debutto nel cinema con Toto le héros - Un eroe di fine millennio (1991) fu un immediato successo di critica e pubblico e vinse la Caméra d'or al Festival di Cannes.

Cinque anni dopo, Van Dormael fu nuovamente premiato a Cannes con L'ottavo giorno (1996), quando i suoi attori principali, Daniel Auteuil e Pascal Duquenne, ricevettero il premio per la miglior interpretazione maschile. Il terzo film del regista, Mr. Nobody (2009), ricevette un ulteriore successo di critica e numerosi riconoscimenti, vincendo sei premi Magritte, tra cui miglior film e miglior regia.

Biografia

L'infanzia e gli studi

Jaco Van Dormael nacque nel 1957 a Ixelles, in Belgio, cinque anni dopo il fratello Pierre. Alla sua nascita rischiò di morire strangolato dal cordone ombelicale e, dal momento che ricevette un apporto insufficiente di ossigeno, si temette che avrebbe potuto presentare dei problemi mentali.[1] Da questo trauma probabilmente hanno avuto origine i temi ricorrenti nei suoi film che esplorano i mondi delle persone con disabilità mentali e fisiche.[1] Van Dormael crebbe in Germania fino all'età di sette anni, quando la sua famiglia ritornò in Belgio.

Felice nel lavorare con i bambini, tentò per qualche tempo la carriera di clown del circo. Divenne produttore di animazione per bambini e lavorò ai Teatri de Galafronie, Isocele e de la Guimbarde.[2] Dopo aver sviluppato un interesse per il cinema, Van Dormael si iscrisse all'INSAS di Bruxelles e successivamente al Louis Lumière College di Parigi.[3] La sua esperienza di animatore per bambini, lo porterà ad approfondire nei propri lavori cinematografici la tematica dell'infanzia e a privilegiare osservatori "innocenti" nelle sue narrazioni.

I primi cortometraggi

Negli anni ottanta, Van Dormael produsse una serie di cortometraggi che suscitarono un notevole interesse critico. Mentre era uno studente all'INSAS, scrisse e diresse il racconto per bambini Maedeli la brèche,[4] che ricevette l'Honorary Foreign Film Award (premio onorario per il miglior cortometraggio straniero) agli Student Academy Awards del 1981, presentati dalla Academy of Motion Picture Arts and Sciences.[5] Successivamente diresse Stade 81 (1981), un breve documentario sui Giochi paralimpici,[6] e i cortometraggi Les voisins (1981), L'imitateur (1982), Sortie de secours (1983), e De boot (1985), premiati svariate volte in diversi festival cinematografici nazionali e internazionali. Il cortometraggio più noto del periodo fu È pericoloso sporgersi (1984), il quale vinse il Grand Prix al Festival del cortometraggio di Clermont-Ferrand e il premio del pubblico per il miglior cortometraggio belga al Festival internazionale del cinema fantastico di Bruxelles del 1985.[7]

Gli anni novanta

Nel 1991, Van Dormael diresse il suo primo lungometraggio, Toto le héros - Un eroe di fine millennio. Il film viene raccontato in un complesso mosaico di analessi e sequenze oniriche, a volte con flussi di coscienza, e segue la storia di Thomas, interpretato da Michel Bouquet, che crede di essere stato scambiato alla nascita con un altro bambino.[8] Toto le héros richiese dieci anni di lavoro dal momento che Van Dormael riscrisse il copione almeno otto volte. Nel 1985 due produttori belgi ricevettero una versione del copione e nel corso dei successivi cinque anni raccolsero circa 3,5 milioni di dollari (budget considerevole per una produzione belga) in denaro pubblico del Belgio, della Comunità Europea e dalle televisioni di stato francese e tedesca.[9] Toto le héros fu presentato al Festival di Cannes 1991 e ricevette la Caméra d'or, premio assegnato alla migliore opera prima presentata al festival.[10] Il film fu pubblicato nello stesso anno e fu un successo finanziario e di critica.[11] Ricevette cinque premi Joseph Plateau, il premio César per il miglior film straniero, quattro European Film Awards e una candidatura ai British Academy Film Awards.[12] La colonna sonora di Pierre Van Dormael fu acclamata dalla critica e sin dalla prima collaborazione nel 1980, l'autore compose la musica per ogni film di Jaco. Toto le héros rese Van Dormael riconoscibile al pubblico di tutto il mondo sia come scrittore che come regista.[13]

Jaco Van Dormael e Michèle Anne De Mey

Sulla scia di tale successo, nel 1995 Van Dormael partecipò all'acclamato progetto Lumière and Company (Lumière et compagnie). L'opera è un'antologia di brevi documenti cinematografici diretti da registi di fama internazionale usando la cinepresa originale dei Fratelli Lumière.[14] The Kiss è l'episodio dell'opera diretto da Jaco Van Dormael e interpretato da Pascal Duquenne.[15] Nello stesso periodo Van Dormael stava lavorando al successivo progetto.

Il regista voleva scrivere un film più lineare rispetto a Toto le héros che esplorasse il mondo attraverso gli occhi di un uomo con sindrome di Down. Il secondo lungometraggio di Van Dormael, L'ottavo giorno (Le huitième jour), realizzò questo desiderio con l'incontro casuale e la successiva amicizia tra Georges, interpretato da Pascal Duquenne, e Harry, un uomo d'affari divorziato e infelice, interpretato da Daniel Auteuil.[16] L'interesse di Van Dormael nelle persone con disabilità mentali e fisiche nacque dal loro «talento e amore per la vita, un aspetto che a noi spesso manca».[17] Egli cercò di esplorare il concetto dei due mondi (quello di Georges e quello di Harry) esistenti in contemporanea ma assai distinti tra loro.[17] L'ottavo giorno fu presentato al Festival di Cannes 1996, dove fu candidato per la Palma d'oro.[18] Vinse il premio per la miglior interpretazione maschile, assegnato sia a Pascal Duquenne che a Daniel Auteuil, e fu la prima volta nella storia del festival che due attori condivisero il premio.[19] Il film ricevette ottime recensioni e vince quattro premi Joseph Plateau.[20] Fu anche nominato per un premio César e per il Golden Globe per il miglior film straniero.[21] Costato circa 5 milioni di dollari, L'ottavo giorno incassò oltre 33 milioni di dollari, diventando il film di Van Dormael ad aver realizzato il maggiore incasso fino ad allora.[22]

Nel 1998 Van Dormael partecipò al progetto Spotlights on a Massacre: 10 Films Against 100 Million Antipersonnel Land Mines (Lumière sur un massacre), una raccolta di cortometraggi che insieme costituivano una campagna contro le mine antiuomo.[23] Lo stesso anno fu anche un membro della giuria del Festival di Cannes 1998. Nel 1999 Toto le héros ricevette il premio per la migliore sceneggiatura belga degli anni 1984–99 durante la 13ª edizione dei premi Joseph Plateau.

Mr. Nobody

Jaco Van Dormael con il cast di Mr. Nobody alla 66ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia

Nel 2001 Van Dormael iniziò a lavorare su quello che sarebbe divenuto il suo terzo lungometraggio, Mr. Nobody, le cui riprese iniziarono solo sei anni dopo.[24] Il film fu girato in inglese, una particolarità rispetto alle altre produzioni belghe girate in una delle lingue principali del Paese.[25] Van Dormael giustificò tale scelta affermando: «la storia mi è arrivata in inglese. Essa è ambientata su tempi e distanze molto lunghe. Uno dei fili della trama riguarda un ragazzo che deve scegliere tra vivere con la madre in Canada o col padre in Inghilterra. Ci sono inoltre grandi attori anglofoni con cui volevo lavorare».[25] Il budget per la realizzazione del film fu di circa 33 milioni di euro corrispondenti a 47 milioni di dollari, classificandosi il film più costoso della cinematografia belga.[26] Il budget fu approvato prima che il cast fosse confermato, basato sulla prominenza del regista e sul potenziale del copione.[25] Il film utilizza una narrativa non lineare e l'interpretazione a molti mondi per raccontare la storia della vita di Nemo Nobody, interpretato da Jared Leto.[27]

Mr. Nobody ebbe la sua anteprima mondiale alla 66ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia dove ricevette il premio Osella per il migliore contributo tecnico e il Biografilm Lancia Award per il miglior film biografico.[28] Fu acclamato dalla critica cinematografica e venne spesso citato come uno dei migliori film dell'anno.[29] La pellicola fu candidata a sette premi Magritte e ne vinse sei: miglior film, miglior regia e migliore sceneggiatura per Jaco Van Dormael, migliore fotografia per Christophe Beaucarne, migliore colonna sonora per Pierre Van Dormael e miglior montaggio per Matyas Veress.[30] Ricevette inoltre il premio André Cavens del Sindacato Belga della Critica Cinematografica e il premio del pubblico al miglior film europeo agli European Film Awards.[31] Sin dalla sua pubblicazione originale, Mr. Nobody diventò un film di culto, noto per la sua filosofia e fotografia, personaggi personali e musiche di Pierre Van Dormael.[32]

Estetica e stile

I film di Van Dormael, sebbene siano pochi, presentano forti temi comuni tra loro. Il regista fa un uso distintivo della voce fuori campo e analizza il mondo da una prospettiva ingenua come il giovane Thomas in Toto le héros, il protagonista disabile de L'ottavo giorno o il nascituro di Mr. Nobody. Il modo in cui questi personaggi vedono il mondo è spesso colorato, fantasioso e lontano dalla realtà, con immagini surreali usate per illustrare la propria attiva immaginazione.[33] Van Dormael affermò: «Mi piacciono due cose della vita: essere vivo e fare film e queste due cose sono contrastanti perché nei film tutto ha significato mentre la mia vita è piena di buchi. Nella narrativa tradizionale dei film ci si occupa di rendere le cose semplici mentre io cerco di realizzare film complessi come la vita. È questo quello che ho cercato di fare con Mr. Nobody, fare un film che rispecchi la complessità della vita. Credo che il cinema abbia ancora molto da scoprire in tal senso, perciò in genere preferisco i film che pongono domande a quelli che danno delle risposte consolatorie».[34]

Durante il processo di scrittura, il regista procede per addizione, abbozzando del materiale fino a rendere coerente la storia.[35] Egli affermò, «scrivo ogni giorno anche solo degli appunti e arrivo a raccogliere molto materiale e lo unisco. Qui vedo se ci sono ripetizioni nella vicenda e la storia inizia a essere organica. Ma quello che mi interessa di più nel cinema non è dare un'immagine di realtà ma dare un'immagine più di percezione generale che permetta a tutti gli stili di raccogliersi e di saltare da una storia all'altra, da uno spazio e da un tempo all'altro proprio come succede a livello di pensiero».[35] Nei suoi film, Van Dormael riconosce tracce del lavoro di Federico Fellini, descrivendo le strutture di Amarcord e Toto le héros pressoché identiche.[36] Egli inoltre cita Andrej Arsen'evič Tarkovskij, René Magritte, Georges Méliès, Auguste e Louis Lumière tra le sue influeze.[36][37] Le opere del regista spesso finiscono con la morte, la quale non è raffigurata come una tragedia, ma come un momento di felicità in cui il defunto osserva serenamente il mondo sottostante.[38] La sceneggiatura di Sulla Terra come in cielo, curata da Van Dormael, termina con una nascita che raffigura un passaggio per un mondo nuovo. Questo schema viene utilizzato anche in Mr. Nobody, nel quale la morte e l'immediata rinascita poste alla fine del film trasmettono un asserto senso di felicità.

Van Dormael fa un importante uso di musiche pop classiche, come Boum! di Charles Trenet in Toto le héros, Mexico di Luis Mariano in L'ottavo giorno e varie versioni di Mr. Sandman in Mr. Nobody, usate come temi ricorrenti.[39] Ogni film del regista è caratterizzato da immagini surreali. Nei primi due film questi momenti sono relativamente pochi, in particolare i fiori danzanti in Toto le héros o Georges che vola intorno a una stanza in L'ottavo giorno. Mr. Nobody è caratterizzato da un uso esteso di elementi surreali durante tutta la durata della pellicola.[40] Sia in Toto le héros che in L'ottavo giorno sono presenti personaggi con sindrome di Down, i quali vengono raffigurati con amore evidenziando le loro caratteristiche infantili.[41]

Filmografia

Regista

Cortometraggi

Lungometraggi

Sceneggiatore

Note

  1. ^ a b (EN) Jaco van Dormael – Biography, Screenrush. URL consultato il 13 luglio 2012.
  2. ^ (FR) Jaco van Dormael, Cinemotions.com. URL consultato il 13 luglio 2012.
  3. ^ (FR) Jaco van Dormael, Cinergie. URL consultato il 13 luglio 2012.
  4. ^ (FR) Théo Salina, Maedeli-la-brèche de Jaco Van Dormael, Cinergie, 1º marzo 1999. URL consultato il 13 luglio 2012.
  5. ^ (EN) Student Film Award Winners (PDF), Academy of Motion Picture Arts and Sciences. URL consultato il 13 luglio 2012.
  6. ^ (FR) Stade 81 (Jaco Van Dormael), Cinergie. URL consultato il 13 luglio 2012.
  7. ^ (FR) E pericoloso sporgersi (Jaco Van Dormael), Cinergie. URL consultato il 13 luglio 2012.
  8. ^ (FR) Toto le héros (Jaco Van Dormael), Cinergie. URL consultato il 14 luglio 2012.
  9. ^ (EN) Steve Weinstein, Jaco Van Dormael's 'Toto Le Heros' has impressed audiences and critics worldwide, Los Angeles Times, 18 marzo 1992. URL consultato il 14 luglio 2012.
  10. ^ (EN) Dave Kehr, `Toto Le Heros` Is Warm But A Bit Too Polished, Chicago Tribune, 27 marzo 1992. URL consultato il 14 luglio 2012.
  11. ^ (EN) Vincent Canby, It's Never Too Late To Play The Hero, The New York Times, 21 settembre 1991.
  12. ^ Retrospettiva Jaco “Le Heros”. Il cinema visionario di Van Dormael, Sottodiciotto Filmfestival.
  13. ^ (EN) Paul L. Montgomery, 'Toto the Hero' Puts a Belgian Director on the Map, The New York Times, 1º marzo 1992. URL consultato il 14 luglio 2012.
  14. ^ (EN) Roger Ebert, Lumiere & Company, Roger Ebert, 6 dicembre 1996. URL consultato il 14 luglio 2012.
  15. ^ (EN) The Kiss, Sprout Film Festival. URL consultato il 14 luglio 2012.
  16. ^ (EN) Margaret A. McGurk, 'Eighth Day' takes remarkable journey, The Cincinnati Enquirer. URL consultato il 14 luglio 2012.
  17. ^ a b (EN) Cannes 96 – Le huitième jour, Belgium/France/UK, Jaco van Dormael, Filmfestivals.com. URL consultato il 14 luglio 2012 (archiviato dall'url originale il 4 luglio 2008).
  18. ^ (EN) Festival de Cannes: Le huitième jour, Cannes Film Festival. URL consultato il 14 luglio 2009.
  19. ^ (EN) The 90s: a Festival full of discoveries, Cannes.com. URL consultato il 14 luglio 2012 (archiviato dall'url originale il 5 novembre 2011).
  20. ^ (DE) Le huitième jour – Am achten Tag, Festival International du Film Francophone. URL consultato il 14 luglio 2012.
  21. ^ (EN) HFPA – The Eight Day, Hollywood Foreign Press Association. URL consultato il 14 luglio 2012.
  22. ^ (EN) The Eighth Day (1996), Box Office Mojo. URL consultato il 14 luglio 2012.
  23. ^ (EN) Spotlights on a Massacre: 10 Films Against 100 Million Antipersonnel Land Mines (1999), The New York Times. URL consultato il 14 luglio 2012.
  24. ^ (EN) Borys Kit, 'Mr. Nobody' cares for two somebodies, The Hollywood Reporter, 17 luglio 2007. URL consultato il 30 giugno 2012.
  25. ^ a b c (EN) Tobias Grey, Belgian directors go genre route, Variety, 15 maggio 2008. URL consultato il 30 giugno 2012.
  26. ^ Aurore Engelen, Mr. Nobody finalmente nelle sale, Cineuropa, 13 gennaio 2010. URL consultato il 30 giugno 2012.
  27. ^ (EN) Josh Tyler, Jared Leto As The Oldest Man On Earth, Cinema Blend. URL consultato il 17 luglio 2012.
  28. ^ Scenografia Nobody, Il Sole 24 Ore, 12 settembre 2009. URL consultato il 5 luglio 2012.
  29. ^ (EN) Mr. Nobody (2009) – Movie of the year?, Myfilmview.com, 2 luglio 2010. URL consultato il 17 luglio 2012.
  30. ^ Aurore Engelen, Van Dormael fa il pieno ai Magritte, Cineuropa, 7 febbraio 2011. URL consultato il 30 giugno 2012.
  31. ^ (FR) A single man, Grand Prix 2011 de l'UCC, Moniteur du film. URL consultato il 5 luglio 2012.
  32. ^ (EN) Damon Wise, Venice 09: Mr Nobody, Empire, 12 settembre 2009. URL consultato il 28 giugno 2012.
  33. ^ Chiara Incisa, Elena Seita, L'Ottavo giorno di Van Dormael "vecchio" film per "nuovi" fan, la Repubblica, 21 dicembre 2011. URL consultato il 10 dicembre 2012.
  34. ^ Valentina D'Amico, Jaco Van Dormael e Jared Leto a Venezia con Mr. Nobody, Movieplayer.it, 11 settembre 2009. URL consultato il 21 luglio 2013.
  35. ^ a b Alessandro Berti, Biografilm Festival 2010: intervista a Jaco Van Dormael, MYmovies, 15 giugno 2010. URL consultato il 21 luglio 2013.
  36. ^ a b Cristiano Governa, “Grazie alla pirateria il mio film viene visto”: Van Dormael a Bologna con Mr. Nobody, il Fatto Quotidiano, 12 dicembre 2011. URL consultato il 21 luglio 2013.
  37. ^ (EN) Kezia Tooby, An interview with Jaco Van Dormael, Flickfeast.co.uk, 16 settembre 2011. URL consultato il 21 luglio 2013.
  38. ^ Van Malderghem, capitolo 1
  39. ^ Van Malderghem, capitolo 2
  40. ^ (EN) James Walling, Chance and consequences, The Prague Post, 14 luglio 2010. URL consultato il 10 dicembre 2012.
  41. ^ (EN) Sheila Johnston, Jaco van Dormael – The return of a hero, The Independent, 28 marzo 2008. URL consultato il 10 dicembre 2012.

Bibliografia

  • (FR) Jaco Van Dormael, Laurette Vankeerbergen, Toto le héros, Parigi, Gallimard, 1991, ISBN 2-070-56654-4. (sceneggiatura di Toto le héros - Un eroe di fine millennio).
  • (FR) Jaco Van Dormael, Le huitième jour, Parigi, Gallimard, 1996, ISBN 2-070-50343-7. (sceneggiatura de L'ottavo giorno).
  • (FR) Jaco Van Dormael, Mr. Nobody, Parigi, Stock, 2006, ISBN 2-2340-5982-8. (sceneggiatura di Mr. Nobody).
  • (FR) Olivier Van Malderghem, Hors Limites, le cinéma de Jaco Van Dormael, Bruxelles, Cinémathèque de la communauté française, 2010.

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