Antonio Balestra

Autoritratto

Antonio Balestra (Verona, 12 agosto 1666Verona, 21 aprile 1740) è stato un pittore italiano.

Biografia

Giovinezza

Pittore ed incisore,nel 1690 si trasferisce da Verona, sua città natale, a Roma, dove diventa allievo di Carlo Maratta, a sua volta allievo di Annibale Carracci. L'artista si muove subito su due fronti, quello della committenza ecclesiale e quello della committenza pubblica, facendosi conoscere ed apprezzare da entrambe le parti sia a Venezia che a Verona. Lo studio presso Maratta lo orienta ben presto verso uno stile accademico e classicista, seguito da molti degli artisti veronesi del Seicento.

I primi riconoscimenti e il successo a Venezia

Adorazione dei magi (1707)

Nel 1725 diviene membro dell’Accademia romana di San Luca, dove vince un premio al concorso di disegno presentando la Caduta dei Giganti; testimonianze del suo periodo romano sono anche la Trinità di Castelvecchio e La ricchezza della terra, a Trento. Tornato a Venezia nel 1696, si stabilisce nella città lagunare fino al 1718 e qui realizza numerose opere tra cui la pala per la chiesa dei Gesuiti (1704), il Transito di San Giuseppe per la chiesa di San Marziale, la Natività nella chiesa di San Zaccaria e la pala di Sant’Osvaldo per la chiesa di San Stae, opere con le quali viene riconosciuto anche a Venezia come un grande pittore.

La notorietà a Venezia gli viene riconosciuta con l’Annunciazione per la chiesa degli Scalzi che rivela una straordinaria capacità compositiva e un nuovo uso del colore. Negli stessi anni dipinge anche due tele per la Scuola Grande del Carmine, altre due per la Scuola Grande della Carità e due interessanti dipinti inviati a Verona, il San Giovanni Battista nel deserto e un’altra Annunciazione, simile a quella dipinta per Venezia ma in cui si rivela un uso dei colori in stile rococò.

Importanti per la sua carriera sono anche le commissioni delle più importanti famiglie nobili veneziane, tra cui i Barbaro e i Barbarigo, per i quali dipinge a fianco dei maggiori artisti veneziani dell’epoca, Ricci e Piazzetta. Entra in contatto anche con l’Elettore di Magonza Franz Lothar von Schonborn per il qual dipinge una serie di Favole: questa scelta, al posto delle solite scene mitologiche, rivela uno stile arcadico, settecentesco.

Le commissioni padovane e il ritorno a Verona

Teseo scopre la spada del padre

Tra il 1717 e il 1718 lavora a Padova per la chiesa di Santa Giustina dove sono conservati tutt’oggi le due tele raffiguranti il Martirio dei Santi Cosma e Damiano, considerati il suo più grande capolavoro per la grandiosità e la teatralità della scena. Il suo stile è composto e freddo e quindi indipendente dalla cultura figurativa che si andava delineando a cavallo tra il Seicento e il Settecento.

Dopo quest’opera balestra torna a Verona dove lavora principalmente per le chiese, ma molte commissioni gli vengono anche da altre città come Bergamo, Brescia e Mantova. Le opere di questi anni sono molto semplici e convenzionali, impostate su grandi scorci diagonali e con colori molto chiari. Negli ultimi lavori, come quelli a Sanvitale di Parma e quelle per gli Schulemburg, si concentra su scene narrate entro grandi quinte architettoniche, sottolineate da gesti drammatici di figure piuttosto piccole. Qui anche i colori cambiano rivelandosi più freddi e dimostrando una continua capacità del pittore di rinnovare i suoi schemi. L’ultimissima opera è la decorazione ad affresco per la villa dell’amico Alessandro Pompei.

Iconografia

  • "Beata Vergine con il Bambino in braccio, S.Giuseppe e S.Giovannino"

Bibliografia

  • Lilli Ghio - Edi Baccheschi, Antonio Balestra, Ed. Bolis, 1989
  • G. Pavanello - A. Mariuz, La collezione Recanati, in "Atti dell' Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti - Classe di Scienze Morali, Lettere ed Arti", CLIX, 2001
  • G. Pavanello, Schedule settecentesche: da Tiepolo a Canova, in "Arte in Friuli Arte a Trieste", 18-19, 1999
  • U. Ruggeri, Nuove opere documentate di Antonio Balestra, in Pittura veneziana dal Quattrocento al Settecento: studi di storia dell'arte in onore di Egidio Martini, a cura di G. M. Pilo, Venezia 1999
  • G. Fossaluzza, Antonio Arrigoni "pittore in istoria", tra Molinari, Ricci, Balestra e Pittoni, in "Saggi e memorie di storia dell'arte", 21, 1997