Angelo Destasio

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Angelo Destasio
Angelo Destasio.jpg
Angelo Destasio con la maglia di Trapani
Nazionalità
Altezza 197 cm
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Ruolo Guardia-ala
Ritirato 1991
Carriera
Squadre di club
1977-1980Gad Etna Catania
1980-1981AMG Seb. Rieti 32 (76)
1981-1982Virtus Bologna 0
1982-1983AMG Seb. Rieti 23 (11)
1983-1989Template:Basket Pall. Trapani176
1989-1990Pall. Marsala
1990-1991Bianco e Azzurro.png Olympia Comiso
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Angelo Destasio, riportato negli almanacchi come De Stasio (Catania, 17 settembre 1962), è un ex cestista italiano.

Guardia-ala di 197 cm[1][2], ha giocato per due stagioni nella massima serie italiana, entrambe con la Sebastiani Rieti[3][4], e ha vestito la maglia della Nazionale juniores[5].

È considerato da molti come il miglior cestista catanese di sempre[6], nonché il primo etneo a vestire la maglia della Nazionale juniores, fatto che diede lo spunto al giornalista Nunzio Spina per definirlo Angelo azzurro[7].

Biografia

«Lo sport, ed in particolare il basket, mi ha salvato la vita, togliendomi dalla strada. Questo è il momento che anche io cerchi di fare altrettanto per altri ragazzi che hanno bisogno»

(Angelo Destasio[8])

Crebbe nel quartiere Cappuccini di Catania[9]. Si trattava della zona malfamata di via Plebiscito[8], dove c'era una vera e propria guerra di mafia; proprio per questo, Destasio ha sostenuto più volte di essere stato "salvato" dallo sport che lo ha tolto ad una situazione ambientale disagiata[10]. Il padre era portinaio all'ospedale Garibaldi, lui era l'ultimo di sette figli[1].

Dopo il triennio tra Rieti e Bologna, si trasferì a Trapani, dove inizialmente andò a vivere in un appartamento con altri cinque compagni di squadra, tra cui Gigi Ranieri[11].

Dopo il ritiro da giocatore, prima lavorò nella cartoleria del fratello a Catania, poi iniziò a viaggiare[1]. Aprì un bed and breakfast a Goa (India), poi viaggiò in Sudamerica (Perù, Cile, Bolivia)[9]. «Ero stanco di questo mondo delle cose futili e materiali e così decisi di partire, cercando nuovi stimoli» disse spiegando la sua scelta[8]. A Ollantaitambo, vicino Cuzco, partecipò come volontario alla costruzione di una scuola. In seguito, con la compagna Françoise Patrice si trasferì a Douala, in Camerun[8]. Lì, nel 2007, ha fondato l'associazione umanitaria Sport For Africa Willy Sojourner in Camerun[12], dedicata al suo ex compagno di squadra e amico Sojourner, morto nel 2005[9].

Con la collaborazione dell'arcidiocesi di Douala, l'obiettivo era di creare un centro sociale con palestra, biblioteca, postazione internet e consultorio per i giovani locali. L'associazione è stata riconosciuta in Italia il 22 settembre 2008[8]. Sotto lo slogan "Right to play", tra i progetti vi era "100 scarpette per Japoma", per comprare cento calzature, simbolo del gioco e della gioventù[13].

Caratteristiche tecniche

Il suo primo allenatore, Camillo Sgroi, lo ha descritto come un giocatore completo già ai tempi delle giovanili; era istintivo e migliorò nella mentalità cestistica e in alcuni fondamentali giocando con il gruppo dei suoi coetanei alla Sales. Le sue qualità furono poi risaltate dagli allenatori del Gad Etna, Pippo Strazzeri ed Enzo Molino[14].

All'esordio in Serie C, "Il Canestro Etneo" lo definì: «tra i più promettenti della nidiata gaddina che deve irrobustire quel suo fisico un po’ gracile»[15]. Le sue caratteristiche fisiche e mentali sono state descritte come: «gambe snodabili, braccia lunghe, una innata facilità di apprendere la tecnica di gioco»; tecnicamente, poteva adattarsi a vari ruoli, costruiva e finalizzava il gioco, ottimo difensore, assistman e dalla buona penetrazione a canestro[1].

A Rieti veniva impiegato anche da playmaker, benché fosse una guardia, e inoltre in Serie B aveva delle ottime medie al rimbalzo; ciò lo rendeva un jolly in grado di occupare più posizioni in campo. «Intendo il basket in maniera molto moderna, stile Magic Johnson. Cerco di essere in grado di poter fare tutto ciò che serve alla squadra» dichiarò durante la sua prima stagione a Trapani[16]. La modestia e la professionalità lo fecero diventare uno dei beniamini del pubblico siciliano[17]. Nell'ultimo periodo della sua carriera, l'infortunio al ginocchio ne limitò molto le capacità, soprattutto difensive, mentre all'attacco conservava medie molto alte[18].

È stato definito da Francesco Paolo Anselmo un «talento fisico», accomunato agli altri catanesi Mario Porto, Sebastiano Grasso e Orazio Strazzeri[19].

Angelo Destasio nel 1979-'80.

Carriera

Nei club

Gli esordi

Angelo Destasio iniziò a giocare a basket con la P.G.S. Sales di Catania, quando gli istruttori Camillo e Luigi Sgroi lo reclutarono durante una leva giovanile, invitato da Riccardo Cantone il 16 giugno 1973[20][10]. Ebbe così la possibilità di apprendere i fondamentali e soprattutto disporre di una struttura in cui poteva allenarsi anche oltre gli orari degli allenamenti e che era dotata anche di un campo per il tre contro tre ritagliato da quello di calcio[14]. Su quel campo ebbe la possibilità di incontrare i migliori cestisti catanesi dell'epoca ed essere seguito anche da Strazzeri, che collaborava con il Gad Etna[1]. Nel 1976 partecipò con la rappresentativa catanese al torneo cestistico del Trofeo Sicilia[21], in cui arrivò al secondo posto dopo una contestata finale a tre contro Agrigento e Palermo[22].

Nel 1977-78 esordì in Serie C con il Gad Etna Catania, sponsorizzato Jägermeister; convocato senza entrare in campo contro Trapani, il 27 novembre 1977 esordì proprio contro i granata segnando un punto. La squadra disputò la Poule B per la promozione e giunse settima[23]. Le due stagioni successive[24][25] disputò ancora la Poule B, sempre con lo Jägermeister Catania. In totale partecipò a tre finali nazionali giovanili, una cadetti e due juniores, e nel 1979-1980 fu nominato miglior giocatore alle finali di Capo d'Orlando, meritandosi la chiamata della Nazionale juniores e l'interesse di alcune società di Serie A1[1].

La Serie A

Notato dal general manager della Virtus Bologna Gianluigi Porelli[16], nel 1980-81 passò alla società emiliana, che lo girò in prestito all'AMG Sebastiani Rieti sponsorizzata Ferrarelle[1]. Fu pagato al Gad Etna 120 milioni di lire[26].

Destasio venne preso insieme ad altri due giovani promettenti, Stefano Colantoni e Mauro Bonino. L'allenatore, Edward Klimkowski, dovette dosare la squadra tra campionato e Coppa Korać (di cui Rieti era campione in carica), ma non sempre riuscì a mettere in pratica i suoi principi tattici e spesso durante l'anno fu sul punto di essere esonerato; i suoi uomini chiave erano Roberto Brunamonti e Willie Sojourner. Durante la stagione regolare, Destasio fu protagonista di una disavventura con l'americano Irvin Kiffin, con cui si perse in macchina prima della sfida in trasferta contro Roma. La Ferrarelle si qualificò per i play-off, ma fu eliminata al primo turno, e uscì ai quarti in Coppa Korać. L'annata della giovane guardia-ala catanese fu interessante, tra l'altro segnò otto punti contro Mestre ai play-off[27]. In 10,3 minuti di media, Destasio segnò 2,37 punti con il 38% al tiro[3].

Angelo Destasio che gioca in Serie A1.

Tornato alla Virtus, partecipò ad un camp con Aza Nikolić con la concreta possibilità di entrare nel roster delle "v nere", ma si infortunò al menisco e al legamento crociato del ginocchio destro in un'amichevole estiva contro la Libertas Brindisi e rimase fermo un anno e mezzo[1][9][16].

Al suo rientro, giocò ancora con Rieti, ma con un rendimento ridimensionato: concluse con appena 40 minuti giocati (1,7 a partita) e 11 punti totali[4]. La squadra, priva di Brunamonti e Sojourner, affidata a John Mc Millen, affrontò una stagione al di sotto delle aspettative, concludendo con appena due vittorie in trenta partite e con la retrocessione in Serie A2[28].

Capitano a Trapani

Vincenzo Garraffa, presidente della Pallacanestro Trapani, neopromossa in Serie B, lo acquistò e lo inserì in una formazione in cui figuravano anche Francesco Mannella, De Lise e Castellazzi[9]. In seguito, avrebbe dichiarato di essere stato restio a scendere in terza serie, ma di essersi poi ricreduto per l'importanza della piazza trapanese[17]. Giunto in comproprietà, esordì con i granata al Torneo di Nicolosi, a fine agosto 1983, segnando 20 punti in semifinale[29] e venendo premiato da «La Sicilia» quale miglior giocatore del torneo[30]. In campionato, si presentò una squadra giovane che perse varie partite in trasferta, in un campionato comunque soddisfacente[31].

Dopo la prima stagione, il suo allenatore Mimmo Trivelli lo riteneva ancora all'altezza di poter tornare a giocare almeno in Serie A2[32]. Anche lo stesso giocatore, comunque, dichiarò che il suo obiettivo era tornare nella massima serie[16]. Nella prima parte della stagione 1984-1985, un infortunio ad una costola e un'infiammazione al ginocchio lo costrinsero a saltare le prime due giornate, ma poi si riprese e partecipò a un avvio di campionato ottimo della sua squadra, che poteva puntare alla promozione in A2. «Non siamo ancora pronti per la serie A» dichiarò a dicembre alla stampa[17]. Nominato capitano della squadra l'anno in cui si salvò allo spareggio contro Cagliari a Caserta, rimase a Trapani fino al 1989[33].

È stato inserito dal Basket Trapani nella lista delle ali piccole più forti della storia del basket trapanese, poi votate tramite un sondaggio online[33].

Angelo Destasio con la maglia di Trapani.

L'ultimo biennio

Nel 1989 si trasferì alla Pallacanestro Marsala ottenendo la promozione dalla B2 alla B1[1]. Nel 1990-1991 passò alla Pallacanestro Olympia Comiso, allenato da Riccardo Cantone[34]. Giocò malgrado l'infortunio al ginocchio limitasse molto una gamba e ciononostante segnava quasi trenta punti a partita[18]; chiuse comunque anzitempo la sua esperienza con i biancazzurri[9]. È ricordato tra i migliori giocatori della storia della società ragusana[35]: in una votazione su internet, è stato incluso nel quintetto ideale storico dell'Olympia[36] e almeno fino al 2005-2006 deteneva il record societario della media punti: 27,8[37].

Dopo quest'esperienza in B2, malgrado la sua intenzione di proseguire ancora, a causa dei problemi al ginocchio lasciò il basket a nemmeno trent'anni[1].

In Nazionale

Nel 1980 fu convocato nella Nazionale juniores allenata da Vittorio Tracuzzi dopo aver vinto il titolo di miglior giocatore alle finali nazionali di Capo d'Orlando[38]. Tracuzzi lo aveva notato durante una partita di Serie C tra Gad Etna e Messina, in cui Destasio si era segnalato tra i migliori in campo[7].

Il ritiro si svolse a Figino Serenza dal 14 luglio 1980, in preparazione al Torneo Start disputato a Dimitrovgrad (in Bulgaria) dal 20 al 24 dello stesso mese[7]. In quella squadra trovavano spazio anche Antonello Riva, Walter Magnifico e Alessandro Fantozzi[9]. Tuttavia, fu l'ultimo taglio prima dell'Europeo[5]. In totale, ha giocato cinque gare con gli azzurri[16].

Statistiche

Presenze e punti nei club

Dati aggiornati al 27 agosto 2011.[3][4]

Stagione Squadra Campion. Partite Statistiche tiro Altre statistiche
Pres. Titol. Minuti Tiri da 2 Tiri da 3 Liberi Rimb. Assist Rubate Stopp. Punti
1977-1978 Italia Jägermeister Catania Serie C
1978-1979 Italia Jägermeister Catania Serie C
1979-1980 Italia Jägermeister Catania Serie C1
1980-1981 Italia Ferrarelle Rieti Serie A1 32 329 29/76 18/27 31 4 10 0 76
1981-1982 Italia Sinudyne Bologna Serie A1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0
1982-1983 Italia Binova Rieti Serie A1 23 40 3/8 5/6 1 1 2 0 11
1983-1984 Italia Poiatti Trapani Serie B 30 425[39]
1984-1985 Italia Poiatti Trapani Serie B 28 393
1985-1986 Italia Caruso Trapani Serie B 29 460
1986-1987 Italia Caruso Trapani Serie B1 30 412
1987-1988 Italia Caruso Trapani Serie B1 31 328
1988-1989 Italia Pallacanestro Trapani Serie B1 28 140
1989-1990 Italia Pallacanestro Marsala Serie B2
1990-1991 Italia Olympia Comiso Serie B2 27,8[40]
Totale carriera                      

Palmarès

Note

  1. ^ a b c d e f g h i j Nunzio Spina, Angelo Destasio: una carriera di sogni e di sfide, in Basket Catanese, 29 settembre 2008. URL consultato il 26 agosto 2011.
  2. ^ Altre fonti riportano 190, 194, 196 o 199 cm.
  3. ^ a b c Almanacco illustrato del basket 2009, p. 229
  4. ^ a b c Almanacco illustrato del basket 2009, p. 249
  5. ^ a b Roberto Quartarone, Santi Puglisi, una vita di successi, in Basket Catanese, 5 novembre 2008. URL consultato il 26 agosto 2011.
  6. ^ Roberto Quartarone, Nunzio Spina, il play del migliore Sport Club, in Basket Catanese, 31 dicembre 2008. URL consultato il 31 agosto 2011.
  7. ^ a b c Nunzio Spina, Si tinge d'azzurro il basket catanese, in La Sicilia, 30 giugno 1980.
  8. ^ a b c d e Damiano Montanari, Con Willy aiutiamo l'Africa (PDF), in Giba Press, 30 agosto 1983, 22-23. URL consultato il 30 agosto 2011.
  9. ^ a b c d e f g Andrea Magrì, De Stasio un canestro per l’Africa (PDF), in La Sicilia, 14 ottobre 2008, p. 24.
  10. ^ a b Angelo Destasio a Radio Vulcano, in Basket Catanese, 5 novembre 2008. URL consultato il 31 agosto 2011.
  11. ^ Angelo Destasio, Con Gigi si poteva parlare di tutto: era di sinistra e romantico.., in Basketball.it, n. 2 , novembre-dicembre 2008. URL consultato il 28 agosto 2011.
  12. ^ Willy Sojourner Camerun - Chi Siamo, in Association Sport for Africa "Willy Sojourner". URL consultato il 26 agosto 2011.
  13. ^ Roberto Quartarone, Dai Cappuccini al Camerun, in Step1, 8 gennaio 2009. URL consultato il 9 settembre 2011.
  14. ^ a b Roberto Quartarone, Il miracolo di Camillo Sgroi, in Basket Catanese, 14 aprile 2009. URL consultato il 28 agosto 2011.
  15. ^ Roberto Quartarone, Il Canestro Etneo, ieri e oggi, in Basket Catanese, 26 febbraio 2010. URL consultato il 31 agosto 2011.
  16. ^ a b c d e Andrea Castellano, Angelo Destasio, voglia matta di tornare in A, in Giornale di Sicilia, 10 marzo 1984.
  17. ^ a b c Franco Cammarasana, Destasio: «Trapani non illuderti, devi crescere», in La Gazzetta dello Sport, 14 dicembre 1984.
  18. ^ a b Salvatore Maugeri e Roberto Quartarone, Quelli dello Jgermeister/3: Riccardo Corbi, in Basket Catanese, 2 marzo 2008. URL consultato il 27 agosto 2011.
  19. ^ Roberto Quartarone, La pallacanestro siciliana vista da Francesco Anselmo, in Basket Catanese, 8 gennaio 2009. URL consultato il 31 agosto 2011.
  20. ^ Roberto Quartarone, Riccardo Cantone, il meglio deve arrivare, in Basket Catanese, 12 maggio 2009. URL consultato il 31 agosto 2011.
  21. ^ Piero Dupplicato, Due vittorie catanesi nel basket, in La Sicilia, 16 giugno 1976.
  22. ^ Piero Dupplicato, Catania brilla nell'atletica ed è «derubata» nel basket, in La Sicilia, 18 giugno 1976.
  23. ^ 1977-1978: Mecap-S.Club 1° e Jägermeister-Gad 3° in Serie C/m, in Basket Catanese. URL consultato il 26 agosto 2011.
  24. ^ 1978-1979: Jägermeister-Gad Etna Catania 2° in Serie C, in Basket Catanese. URL consultato il 26 agosto 2011.
  25. ^ 1979-1980: Jägermeister-Gad Etna Catania 4° in Serie C1, in Basket Catanese. URL consultato il 26 agosto 2011.
  26. ^ La grande Grifone/2: Tot Trovato, in Basket Catanese, 15 settembre 2008. URL consultato il 31 agosto 2011.
  27. ^ Campionati 1980 / 1981, in Fotostoria del Basket Reatino. URL consultato il 28 agosto 2011.
  28. ^ Campionati 1982 / 1983, in Fotostoria del Basket Reatino. URL consultato il 28 agosto 2011.
  29. ^ Giovanni Di Bartolo, De Stasio, una nuova stella per il Trapani, in La Gazzetta dello Sport, 28 agosto 1983.
  30. ^ Antonello Piraneo, Al Trapani a sorpresa il torneo di Nicolosi, in La Sicilia, 29 agosto 1983.
  31. ^ Paolo Vannini, Destasio: a Trapani contro la sfortuna, in Sottocanestro, 13 aprile 1984.
  32. ^ Massimo Zighetti, Quali nomi per l'A-2?, in Superbasket, 10 maggio 1984.
  33. ^ a b Trapani amarcord: Gigi Ranieri miglior guardia granata di sempre, in Sportiamoci, 5 aprile 2011. URL consultato il 28 agosto 2011.
  34. ^ Roster 1990 - 1991, in Pallacanestro Olympia Comiso. URL consultato il 26 agosto 2011.
  35. ^ La storia, in Olympia Comiso. URL consultato il 27 agosto 2011.
  36. ^ Starting five, in Pallacanestro Olympia Comiso. URL consultato il 27 agosto 2011.
  37. ^ Media punti a partita, in Pallacanestro Olympia Comiso. URL consultato il 27 agosto 2011.
  38. ^ Vittorio Tracuzzi, cuore da zingaro / 3, in Basket Catanese, 18 marzo 2010. URL consultato il 31 agosto 2011.
  39. ^ Mannella e Masini, quanti punti, in La Gazzetta dello Sport, 28 aprile 1984.; Franco Cammarasana, Trapani trionfa nel derby col Marsala, in La Gazzetta della Sicilia, 30 aprile 1984.; Il Trapani passa a Bari, crolla il Marsala, in La Gazzetta della Sicilia, 7 maggio 1984.
  40. ^ media punti a partita.

Bibliografia

  • Almanacco illustrato del basket 2009, Modena, Panini, 2008, p. 607.

Collegamenti esterni